TraduzioniCategoria: LatinoSvetonio – De vita Caesarum – Tiberius – II
Rina ha chiesto 11 mesi fa

Multa multorum Claudiorum egregia merita, multa etiam sequius admissa in rem publicam extant. Sed ut praecipua commemorem, Appius Caecus societatem cum rege Pyrro ut parum salubrem iniri dissuasit. Claudius Caudex primus freto classe traiecto Poenos Sicilia expulit. Tiberius Nero advenientem ex Hispania cum ingentibus copiis Hasdrubalem, prius quam Hannibali fratri coniungeretur, oppressit. Contra Claudius Regillianus, decemvir legibus scribendis, virginem ingenuam per vim libidinis gratia in servitutem asserere conatus causa plebi fuit secedendi rursus a patribus. Claudius Drusus statua sibi diademata ad Appi Forum posita Italiam per clientelas occupare temptavit. Claudius Pulcher apud Siciliam non pascentibus in auspicando pullis ac per contemptum religionis mari demersis, quasi ut biberent quando esse nollent, proelium navale iniit; superatusque, cum dictatorem dicere a senatu iuberetur, velut iterum inludens discrimini publico Glycian viatorem suum dixit. Extant et feminarum exempla diversa aeque, siquidem gentis eiusdem utraque Claudia fuit, et quae navem cum sacris Matris deum Idaeae obhaerentem Tiberino vado extraxit, precata propalam, ut ita demum se sequeretur, si sibi pudicitia constaret; et quae novo more iudicium maiestatis apud populum mulier subiit, quod in conferta multitudine aegre procedente carpento palam optaverat, ut frater suus Pulcher revivisceret atque iterum classem amitteret, quo minor turba Romae foret. Praeterea notatissimum est, Claudios omnis, excepto dumtaxat P. Clodio, qui ob expellendum urbe Ciceronem plebeio homini atque etiam natu minori in adoptionem se dedit, optimates adsertoresque unicos dignitatis ac potentiae patriciorum semper fuisse atque adversus plebem adeo violentos et contumaces, ut ne capitis quidem quisquam reus apud populum mutare vestem aut deprecari sustinuerit; nonnulli in altercatione et iurgio tribunos plebi pulsaverint. Etiam virgo Vestalis fratrem iniussu populi triumphantem ascenso simul curru usque in Capitolium prosecuta est, ne vetare aut intercedere fas cuiquam tribunorum esset.

Svetonio – De vita Caesarum – Tiberius – II
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Rina ha risposto 11 mesi fa

Di molti Claudii emergono tanti egregi meriti, ma anche molte colpe contro lo Stato. Ma per esempio ricorderei le principali: Appio Cieco dissuase dal fare un’alleanza con il re Pirro perché poco vantaggiosa. Claudio Caudice, attraversato lo stresso con la flotta, per primo cacciò i Cartaginesi dalla Sicilia. Tiberio Nerone vinse Asdrubale che giungeva dalla Spagna con ingenti truppe, prima che si congiungesse con il fratello Annibale. Al contrario Claudio Regilliano, decemviro per la stesura delle leggi, per un impeto di libidine tentando di dichiarare schiava una giovane libera, fu la causa nuovamente della secessione della plebe dai patrizi. Claudio Druso, dedicata al lui stesso una statua con diadema presso il Foro d’Appio, tentò di occupare l’Italia attraverso le clientele. Claudio Pulcro, in Sicilia, dal momento che i polli per gli auspici non si nutrivano e essendo stati gettati in mare per disprezzo della religione, così che bevessero poiché non volevano mangiare, diede inizio alla battaglia navale; e sconfitto, ordinatogli dal senato di nominare un dittatore, come per prendersi gioco per la seconda volta della situazione pubblica, elesse Glicia il suo corriere. Allo stesso modo esistono anche esempi opposti di donne, poiché della stessa stirpe ci furono due Claudia: sia quella che liberò la nave, con gli oggetti sacri della Madre degli dei dell’Ida, che si era incagliata sul fondo del Tevere, implorando pubblicamente, così che finalmente la seguisse, se a lei stessa risultava la pudicizia, sia quella che secondo un nuovo costume per una donna, affrontò un processo di lesa maestà presso il popolo, poiché, procedendo la carrozza a stento nella moltitudine accalcata, apertamente aveva augurato che suo fratello Pulcro rivivesse e perdesse per la seconda volta la flotta, in tal modo che ci fosse meno folla a Roma. Inoltre è cosa ben nota che tutti i Claudii, fatta eccezione solo per Publio Clodio, il quale, per cacciare dalla città Cicerone, si fece adottare da un uomo plebeo ed anche più giovane d’età, furono sempre degli ottimati e degli eccezionali sostenitori della dignità e della potenza dei patrizi, e contro la plebe furono tanto violenti ed arroganti che neppure uno qualunque condannato a morte osò cambiare veste davanti al popolo o supplicarlo; alcuni nell’alterco e nel diverbio percossero i tribuni della plebe. Anche una vergine Vestale, essendo salita insieme sul carro, accompagnò fino al Campidoglio il fratello, che celebrava il trionfo senza l’autorizzazione del popolo, affinché a nessuno dei tribuni fosse lecito vietarlo o porre il veto.

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