Le proposizioni completive introdotte da ut sono chiamate anche completive “di fatto” perchè affermano una corcostanza di fatto; seguono le norme generali della consecutio temporum.

La loro negazione è ut non.

Si costruiscono con:

  • ut + congiuntivo.

Sono introdotte da:

  • verbi che indicano accadimento come fit ut, accidit ut, evenit ut “accade che”, fieri potest ut “può capitare che”, etc.;
  • verbi che indicano una conseguenza o un risultato come efficitur ut, sequitur ut, accedit ut “ne deriva che”, etc.;
  • alcune espressioni formate dal verbo sum e un pronome, un aggettivo, un sostantivo o un avverbio come meum est ut “è caratteristica mia che”, mirum est ut “è meraviglioso che”, consuetudo est ut “è abitudine che”, satis est ut “è sufficiente che”, etc.

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