TraduzioniCategoria: LatinoSvetonio – De vita Caesarum – Claudius – VI
Valentina ha chiesto 1 anno fa

Cum interim, quamquam hoc modo agenti, numquam aut officium hominum aut reverentia publice defuit. Equester ordo bis patronum eum perferendae pro se legationis elegit, semel cum deportandum Romam corpus Augusti umeris suis ab consulibus exposceret, iterum cum oppressum Seianum apud eosdem gratularetur; quin et spectaculis advenienti assurgere et lacernas deponere solebat. Senatus quoque, ut ad numerum sodalium Augustalium sorte ductorum extra ordinem adiceretur, censuit et mox ut domus ei, quam incendio amiserat, publica impensa restitueretur, dicendaeque inter consulares sententiae ius esset. Quod decretum abolitum est, excusante Tiberbio imbecillitatem eius ac damnum liberalitate sua resarturum pollicente. Qui tamen moriens et in tertiis heredibus eum ex parte tertia nuncupatum, legato etiam circa sestertium vicies prosecutus commendavit insuper exercitibus ac senatui populoque R. inter ceteras necessitudines nominatim.

Svetonio – De vita Caesarum – Claudius – VI
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Rina ha risposto 1 anno fa

Pur agendo in questo modo, tuttavia non trascurò mai la compiacenza degli uomini o il rispetto in pubblico. L’ordine equestre lo elesse per due volte patrono per condurre un’ambasceria per loro conto: una volta quando chiese ai consoli di portare a Roma il corpo di Augusto sulle loro spalle, una seconda volta quando, eliminato Seiano, si congratulò con gli stessi (consoli). E anzi, (l’ordine equestre) era solito alzarsi in piedi e deporre i mantelli quando entrava nelle tribune. Anche il Senato decretò che fosse aggiunto, eccezionalmente, nell’elenco dei colleghi Augustali eletti a sorte, e che al più presto gli fosse ricostruita a spese dello Stato la casa, che aveva abbandonato a causa di un incendio, che avesse il diritto di esprimere il suo parere tra gli ex consoli. Questo decreto fu soppresso, poiché Tiberio addusse come scusante la sua infermità mentale e promise di risarcirgli il danno con la propria magnanimità. Tuttavia, poco prima di morire lo nominò tra di eredi di terzo grado per la terza parte, e aggiunse anche un lascito di circa due milioni di sesterzi; inoltre lo raccomandò formalmente agli eserciti e al Senato e al popolo romano insieme agli altri parenti.

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