TraduzioniCategoria: LatinoSvetonio – De vita Caesarum – Caligula – III
Rina ha chiesto 4 anni fa

Omnes Germanico corporis animique virtutes, et quantas nemini cuiquam, contigisse satis constat: formam et fortitudinem egregiam, ingenium in utroque eloquentiae doctrinaeque genere praecellens, benivolentiam singularem conciliandaeque hominum gratiae ac promerendi amoris mirum et efficax studium. Formae minus congruebat gracilitas crurum, sed ea quoque paulatim repleta assidua equi vectatione post cibum. Hostem comminus saepe percussit. Oravit causas etiam triumphalis; atque inter cetera studiorum monimenta reliquit et comoedias Graecas. Domi forisque civilis, libera ac foederata oppida sine lictoribus adibat. Sicubi clarorum virorum sepulcra cognosceret, inferias Manibus dabat. Caesorum clade Variana veteres ac dispersas reliquias uno tumulo humaturus, colligere sua manu et comportare primus adgressus est. Obtrectatoribus etiam, qualescumque et quantacumque de causa nanctus esset, lenis adeo et innoxius, ut Pisoni decreta sua rescindenti, clientelas divexanti non prius suscensere in animum induxerit, quam veneficiis quoque et devotionibus impugnari se comperisset; ac ne tunc quidem ultra progressus, quam ut amicitiam ei more maiorum renuntiaret mandaretque domesticis ultionem, si quid sibi accideret.

Svetonio – De vita Caesarum – Caligula – III
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Rina ha risposto 4 anni fa

Risulta abbastanza chiaro che a Germanico toccarono in sorte tutte le virtù del corpo e dell’animo, e tanto grandi (come) a nessun altro: bellezza e forza straordinaria, ingegno eccellente in entrambi i generi dell’eloquenza e del sapere, una singolare benevolenza e un desiderio mirabile e efficace di conciliarsi il favore degli uomini e di guadagnarsi l’affetto. La gracilità delle gambe non del tutto si accordava all’aspetto piacevole, ma anche quelle a poco a poco si irrobustirono con l’assiduo andare a cavallo dopo il pasto. Spesso uccise il nemico in duello corpo a corpo. Anche da trionfatore chiese le cause; e tra le restanti testimonianze degli studi lasciò anche delle commedie scritte in greco. Affabile in casa e fuori, andava nelle città libere e confederate senza i littori. Dovunque riconosceva le tombe di uomini illustri, tributava onori funebri agli dei Mani. Intendendo seppellire in un solo tumulo i resti vecchi e dispersi degli uccisi in battaglia durante la sconfitta di Varo, per primo cominciò a raccoglierli di sua mano e trasportarli. Anche contro i detrattori, quali che fossero e per quanto grandi fossero i motivi, fu mite e talmente innocuo che si decise ad adirarsi con Pisone che abrogava i suoi decreti, che maltrattava le clientele, non prima di aver scoperto di essere stato avversato con veleni ed anche con sortilegi; neppure allora si spinse oltre se non negargli l’amicizia secondo la tradizione degli antichi e raccomandare la vendetta ai familiari, se gli fosse successo qualcosa.

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