TraduzioniCategoria: LatinoSvetonio – De vita Caesarum – Domiziano- III
Rina ha chiesto 2 anni fa

Inter initia principatus cotidie secretum sibi horarum sumere solebat, nec quicquam amplius quam muscas captare ac stilo praeacuto configere; ut cuidam interroganti, essetne quis intus cum Caesare, non absurde responsum sit a Vibio Crispo, ne muscam quidem. Deinde uxorem Domitiam, ex qua in secundo suo consulatu filium tulerat duxit, alteroque anno consalutavit Augustam; eandem, Paridis histrionis amore deperditam, repudiavit, intraque breve tempus impatiens discidii, quasi efflagitante populo, reduxit. Circa administrationem autem imperii aliquamdiu se varium praestitit, mixtura quoque aequabili vitiorum atque virtutum; donec virtutes quoque in vitia deflexit: quantum coniectare licet, super ingenii naturam inopia rapax, metu saevus.

Svetonio – De vita Caesarum – Domiziano- III
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Rina ha risposto 2 anni fa

Agli inizi del principato ogni giorno aveva l’abitudine di prendersi un ritiro di qualche ora (a fare) niente di più che catturare le mosche e trafiggerle con uno stilo appuntito, tanto che a chi chiedeva se ci fosse qualcuno dentro con Cesare fu risposto non inopportunamente da Vibio Crispo “neppure una mosca”. In seguito nel secondo anno acclamò Augusta la moglie Domizia, da cui ebbe un figlio durante il suo secondo consolato; tuttavia la ripudiò, perdutamente innamorata dell’attore Paride ed entro breve tempo, intollerante della separazione, la richiamò come se il popolo lo chiedesse con insistenza. Riguardo l’amministrazione dell’impero poi per qualche tempo si mostrò incostante in una mescolanza anche proporzionata di vizi e virtù, finché degenerò le virtù in vizi: per quanto sia lecito presumere, oltre alla natura dell’ingegno, era rapace per necessità e crudele per timore.

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